lunedì 11 novembre 2019

UNA STORIA DI PASSIONE PER IL TEATRO E PER GIGI MAGNI

Ho aspettato che lo spettacolo teatrale In nome del Papa Re trasposizione teatrale del capolavoro di Luigi Magni per la regia di Antonello Avallone fosse in cartellone al Teatro Flaiano a Roma per raccontarvi una storia. La compagnia delle arti diretta da Antonello Avallone ha portato in scena per la prima volta questo spettacolo al Teatro dell’Angelo con una magnifica scenografia progettata e realizzata dalla scenografa Red Bodò. Questa è un bellissimo ambiente ottocentesco che riproduce la casa del Cardinale Colombo da Priverno alla quale Red è particolarmente legata. Nel mese di Giugno dello scorso anno,ricevo una telefonata proprio dalla signora Bodò che mi preannunciava di aver deciso insieme ad Antonello Avallone dovendo per cause di forza maggiore lasciare il Teatro dell’Angelo di concedere di esposizione permanente al nascente Museo Luigi Magni e Lucia Mirsola l’intera scenografia dello spettacolo compresi gli scranni con i cardinali. Per me è stato un motivo di orgoglio e di grande responsabilità siamo andati con gli amici Giovanni Navacci – Alessandro Paris – Livio Carpico – Rossano Scifoni a caricare il materiale all’Angelo e lo abbiamo portato a Velletri. Qui grazie alla collaborazione di Paolo Santapace e Dario Conte è stato montato nella sala Marcello De Rossi della quale oggi è un prezioso componente esso fa da cornice a tutte le manifestazioni che si organizzano e alle rassegne cinematografiche. Mentre gli scranni con i Cardinali sono esposti nella Sala Nino Manfredi a ricostruire parte del set de In nome del Papa Re. Ora tutto è stato smontato per le repliche dello spettacolo e rientrerà a Velletri il prossimo 18 Novembre. A margine lasciate che ringrazi particolarmente Red Bodò che piangendo quella sera al Teatro dell’Angelo mi ha affidato qualcosa a cui tiene particolarmente che altrimenti avrebbe rischiato di fare una brutta fine. Purtroppo quando la cultura viene sopraffatta dagli interessi economici tutto passa in secondo piano, ma fortunatamente gelosamente custodita nelle sale del Museo Magni – Mirisola la scenografia visibile a tutti e ogni uno può apprezzare la passione con cui è stata realizzata e curata nei minimi particolari.



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