domenica 20 maggio 2018

Venerdì 25 Maggio la prima della rassegna  Notti d’Arte – Notti di Stelle – Notti di Cinema con il patrocinio dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello

CON “ TEMPO DI VILLEGGIATURA” AL VIA LA RASSEGNA SU LUIGI MAGNI


Sabato 26 Maggio proiezione del primo lavoro da regista firmato da Luigi Magni “Faustina”

Con “ Tempo di Villeggiatura e Faustina” inizia la rassegna dedicata alle opere di Luigi Magni. I primi due titoli in programma rappresentano gli esordi della sua carriera sia come sceneggiatore che come regista. Dopo il Liceo Luigi Magni si iscrisse all’Università alla facoltà di Lettere,ma abbandonò a pochi esami dalla fine. La conoscenza della lingua inglese gli fece trovare lavoro come controllore del traffico aereo all’aereoporto di Ciampino. Nel 1955 mentre ancora lavorava in aeronautica andava spesso a magiare da Menghi una trattoria simpatica sulla via Flaminia vicino a piazza del Popolo il cui gestore era molto generoso con gli artisti. Una sera trovò Lucia Mirisola seduta vicino a Willy Antuono un suo amico italo americano con cui aveva fatto il centro sperimentale. Dopo una presentazione non troppo simpatica parlarono per tutta la sera. Magni rimase colpito dal desiderio di quella ragazza che voleva lavorare nel cinema. Il suo stesso desiderio. Dopo quella sera si incontrarono altre volte. Lucia viveva in Via Capo d’Africa, in una stanza in cui aveva vissuto un carabiniere che aveva dimenticato un libricino con tutte le sue lettere d’amore. Un giorno Lucia disse: “ E’ sciocco pagare due affitti andiamo a vivere insieme” e così fecero. Andarono a vivere in una casa di Via del Corso di proprietà della famiglia Incagliati che affittava le camere ammobiliate.  In una di queste stanze viveva Pino Lancetti che poi sarà conosciuto come il sarto pittore. Il 16 Agosto 1956 dopo quattro mesi di convivenza si sposarono in comune a Roma. All’epoca c’era un amministrazione democristiana ma Gigi volle un consigliere comunista. Il 26 Agosto 1984 si sposarono in chiesa a Venezia. Nel 2006 per il loro cinquantesimo di matrimonio l’allora sindaco di Roma Walter Veltroni ha voluto una cerimonia in loro onore in campidoglio dove li ha risposati. Dono di nozze una litografia del settecento rappresentante Castel S. Angelo. Lucia Mirisola appena diplomata ha iniziato subito a lavorare con Gillo Pontecorvo facendo l’assistente di Pietro Berardi, lo stesso che poi la richiamò per farsi aiutare ne “La Dolce Vita” di Fellini. Poi con Zeffirelli e Paolo Poli. La collaborazione con il marito, inizia con i caroselli e poi una volta che Magni scelse l’attività di regista fu naturale che lo seguisse sul set. L’incontro di Luigi Magni con il cinema, avvenne per caso. Viveva a metà degli anni cinquanta in una camera ammobiliata dietro Piazzale Flaminio in via degli Scialoja. Nella stessa casa viveva Willy Antuono un ragazzo italo americano venuto in Italia per lavorare nel cinema. In quel periodo Willy stava lavorando ad un soggetto per Antonio Racioppi un regista diplomato al centro sperimentale e chiese a Magni di aiutarlo. Luigi Zampa che era il supervisore alla regia, trovò la storia carina ma per ilcopione, occorrevano sceneggiatori professionisti e chiamò Age e Scarpelli. Il film era Tempo di Villeggiatura e i protagonisti furono Vittorio De Sica – Giovanna Ralli e Nino Manfredi. Per magni fu un inizio fortunato, aveva già conosciuto Age e Scarpelli ai tempi che collaborava con il Marc’ Aurelio ma mai aveva pesato di lavorare con loro. Cominciava a fare il “negro” quello che scriveva e non firmava, ma era giusto così. C’era l’autore proprietario della bottega e il ragazzotto che imparava un mestiereMagni, prima di iniziare la sua attività di regista è stato uno sceneggiatore ha scritto per registi famosi come Mauro Bolognini, Camillo Mastrocinque, Giorgio Bianchi tra queste collaborazioni troviamo anche la prima stesura di Totò, Peppino e la dolce vita. Lavoro a sei mani con Fabrizio Serani e Achille Campanile ma poi il progetto saltò e il film lo fece Sergio Corbucci con altri sceneggiatori. Ne le “voci bianche” oltre ad essere sceneggiatore fu anche attore interpretando un nobile del settecento. Si sentiva un imbecille voleva smettere dopo la prima scena ma Festa Campanile e Franciosa furono inflessibili. Ne la Mandragola scrisse una scena un po’ folle che nel testo di Macchiavelli non esiste. In un primo momento questa scena non venne montata  ma poi fu inserita. Si tratta di un frammento girato di nascosto dell’arcivescovo. Mentre il produttore intratteneva l’alto prelato in Arcivescovado all’interno del cimitero si girava questa scena con un Totò quasi cieco che parlava con le mummie. Magni ebbe modo di conoscere Totò personalmente tramite suo genero Gianni Buffardi che aveva prodotto Faustina il suo primo film da regista. Andò qualche volta a casa sua, De Curtis era molto cerimonioso offriva subito un bicchiere di vino e faceva accomodare. Era condizionato dal suo essere principe si sentiva in dovere di essere gentile con tutti, al contrario di Magni che aveva modi rozzi da popolano due mondi diversi. Nel 1968 il maestro scrisse con Rodolfo Sonego “la ragazza con la pistola”. Il film fu candidato all’Oscar per la migliore sceneggiatura cosa che Magni apprese dai giornali e sicuramente anche Sonego ne era all’oscuro. La carriera di Magni incontra i caroselli. Fu un caso fortuito quello. Age e Scarpelli oltre che per il cinema lavoravano anche per i caroselli. Non potendo far fronte alle eccessive richieste gli chiesero insieme ad altri di scrivere i testi. Il compenso non era alto ma andava bene lo stesso. Gli davano il “codino” e poi iniziavano la storia. Ma ben presto Magni rimase solo a lavorare ai caroselli perché il suo collaboratore redattore de “L’Avanti” a causa dei troppi impegni dovette lasciare. Luigi Magni prima di essere un regista di cinema e di televisione poi, è stato un autore di teatro. La prima opera che ha scritto è stato RUGANTINO. Nato come un film alla cui stesura avevano collaborato Pasquale  Festa Campanile e Massimo Franciosa che poi sarebbero stati i registi. Il film per qualche oscuro motivo saltò e il produttore vendette il copione a Garinei e Giovannini che si appropriano della paternità dell’opera. Gli autori dello spettacolo portato in scena per la prima volta nel 1962 risultano essere loro insieme a Campanile e Franciosa ma questi non avevano la minima idea di chi fosse l’antica maschera romana. Magni compare solo come collaboratore artistico. Dicevano che cinque autori per una commedia musicale erano troppi ed esclusero proprio lui. Magni provò a replicare ma non ci fu nulla da fare. Ma era il pedaggio che dovevano pagare i giovani apprendisti, questo gli permise di approdare al teatro e scrivere lavori come “il giorno della tartaruga” con Renato Rascel, Ciao Rudy con Marcello Mastroianni e Viola Violino e Viola d’Amore con Enrico Maria Salerno e le Kessler, poi arriveranno I Sette Re di Roma e Gaetanaccio. Pochi anni dopo Rugantino divenne un film ma Magni si tolse dai titoli perché non condivideva Celentano protagonista. Però il lavoro di sceneggiatore a quattro o a sei mani iniziava a stargli stretto. Molto spesso quando andava a vedere il film non lo riconosceva, questo fece scaturire in lui l’idea di iniziare a lavorare come regista. Un giorno per strada Magni incontra Gianni Buffardi, un grande giocatore di poker che si faceva il mercante d’arte con la passione per il cinema. Buffardi chiese a Magni se aveva un soggetto carino e lui propose Faustina. In poco tempo venne messa su una produzione ed iniziarono le riprese. Finito il film il montaggio si fece nella cucina del produttore. Un giorno Buffardi che non aveva più una lira fece allontanare Magni e l’altra montatrice per un’ora. Alle rimostranze di questi disse: Lo volete finì  o no il film?. Dopo un’ora aveva i soldi. Faustina nasce nel 1968 nel periodo in cui le donne cominciavano a ribellarsi. Per il ruolo della protagonista Magni scelse Vonetta McGee una ragazza afroamericana impegnata nel movimento americano che lottava contro la discriminazione razziale e per l’emancipazione dei neri. Il film venne girato ai mercati tranianei, un privilegio. Oggi sarebbe impossibile. Lucia fece una ricerca sui baraccati dell’Acquedotto Felice e volle dare un’idea più allegra e poetica della loro condizione. Vennero realizzate baracche con le porte colorate e i gerani alle finestre. Enzo Cerusico l’amante di Faustina era la caricatura di un personaggio che allora andava molto di moda, lo yacht man.
Alessandro Filippi






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